Maria Montessori nasce a Chiaravalle nel 1870. Suo padre Alessandro è un liberale, di idee aperte che proviene dal ceto borghese. Sua madre, Renilde Stoppani, nativa di un paesino vicino Chiaravalle, è appassionata di cultura. Maria, una volta conclusa la scuola elementare, prosegue gli studi superiori al termine dei quali si iscrive alla Facoltà di Scienze Naturali prima e di Medicina poi. Entrambi i genitori assecondano le idee della figlia.

Nel 1896 si laurea e decide di dedicarsi alla medicina mentale infantile.

Nel 1898 sostiene anche la sua visione educativa intesa come aiuto alla vita. Sempre in quell’anno mostra interesse verso i problemi della pedagogia soprattutto a favore della parte più emarginata e abbandonata dell’umanità come per esempio i bambini rifiutati dalla scuola,affidati ai manicomi, i bambini oligofrenici.

Nel 1906 l’ingegner Talamo, direttore generale dei Beni Stabili di Roma le affida l’organizzazione delle scuole di San Lorenzo, quartiere di semplici operai e disoccupati. Ella raccoglie i bambini in due scuole: la prima scuola viene inaugurata il 6 gennaio 1907 in via dei Marsi, 58 e la seconda il 7 aprile 1907. Poi ne apre altre due l’anno successivo: una a Roma e una a Milano. In queste scuole l’ambiente è molto stimolante e l’arredo e i materiali sono proporzionati ai bisogni individuali. I bambini scelgono liberamente le attività e si comportano spontaneamente.

D’ora in poi Maria Montessori è decisa ad applicare il metodo adottato con i bambini oligofrenici ai bambini normali. Chiamerà CASA DEI BAMBINI la Scuola dell’Infanzia.

Nel 1951 Maria Montessori, invitata dall’UNESCO ad aderire alla celebrazione della recente “Dichiarazione dei diritti dell’uomo” invia un messaggio intitolato “Il cittadino dimenticato” in cui afferma che ciò che è tolto al bambino impoverisce l’adulto, ciò che gli è dato arricchisce tutta l’umanità.

Maria Montessori muore in Olanda, a Noorwijk nel 1952.

 

Augusto Scocchera, “Maria Montessori, una storia per il nostro tempo”